Asteroidi: forma e modelli

Giovanni Garofalo • 12 novembre 2024

Nonostante la grande quantità di dati di alta qualità, la maggior parte delle nostre conoscenze sugli asteroidi deriva da osservazioni terrestri. I modelli classici di evoluzione degli asteroidi sono stati utili per comprendere come le popolazioni di asteroidi si sono evolute nel tempo, in particolare per capire la principale fonte di materiale proveniente dalla fascia principale. Tuttavia, i modelli classici non riescono a spiegare alcune caratteristiche fisiche osservate nella popolazione degli asteroidi Near-Earth Objects (NEO). Gli asteroidi che seguono orbite potenzialmente pericolose per la Terra costituiscono un gruppo particolarmente interessante da studiare. Per prevedere l'evoluzione orbitale di questi asteroidi, è necessario investigare le loro proprietà fisiche. Sebbene la fotometria sia il tipo di dato osservativo più abbondante, i modelli degli asteroidi possono essere ottenuti utilizzando vari tipi di dati e tecniche. Le tecniche più interessanti sono, in generali, l’imaging radar e le misurazioni delle occultazioni stellari, che, combinate con la fotometria integrata, permettono di ottenere informazioni sulle proprietà fisiche degli asteroidi. I processi evolutivi che gli asteroidi attraversano sono tradizionalmente spiegati attraverso perturbazioni gravitazionali e collisioni tra corpi celesti. 


L'importanza della modellizzazione degli asteroidi nella valutazione del rischio di impatto

Gli asteroidi rivestono un ruolo importante nei modelli di formazione ed evoluzione del Sistema Solare e sono direttamente legati alla vita sulla Terra, in quanto potrebbero aver contribuito alla consegna di acqua e materiali organici al nostro pianeta. Alcuni, però, sono anche considerati potenzialmente pericolosi per il nostro futuro.

La comunicazione dei media riguardo la scoperta di nuovi asteroidi pericolosi è frequente, ma spesso sensazionalista, poiché tali asteroidi non rappresentano un rischio immediato di impatto. La valutazione del pericolo deriva dalla previsione dell’evoluzione dell'orbita dell'asteroide e dal calcolo della probabilità di un impatto, generalmente inferiore a una su mille.


Per ottenere previsioni precise, sono necessarie misurazioni astrometriche. La comprensione di queste proprietà (come rotazione e forma) è fondamentale, in quanto influiscono sull’evoluzione dell’orbita, in particolare a lungo termine, quando effetti non gravitazionali come l'effetto Yarkovsky diventano determinanti.  Esso è causato dalla radiazione solare assorbita dalla superficie di un asteroide, che poi viene riemessa sotto forma di energia termica. Questa emissione termica non è uniforme, perché dipende dall'orientamento dell'asteroide rispetto al Sole e dalla sua rotazione. Di conseguenza, l’irraggiamento produce una piccola forza che agisce sull'asteroide, modificando lentamente la sua orbita. È diviso in due componenti principali: perturbazione diurna, la quale dipende dalla rotazione dell'asteroide, e la perturbazione stagionale, la quale dipende dalla sua orbita e dall'orientamento dell'asse di rotazione rispetto al Sole. Questo effetto è particolarmente importante per asteroidi di piccole dimensioni, dove la spinta termica è più significativa. Questo effetto dipende da fattori come la distanza dall'asteroide al Sole, la forma, la rotazione e le proprietà della sua superficie.


Un altro effetto non gravitazionale, chiamato YORP, è in grado di modificare la velocità di rotazione e l'orientamento degli assi di rotazione degli asteroidi. La forza di rinculo causata dalla radiazione emessa produce una coppia termica che, se il corpo non è perfettamente simmetrico, causa una rotazione. L'effetto YORP dipende fortemente dalla forma dell'asteroide, quindi per calcolarlo è necessario un modello dettagliato della distribuzione della temperatura superficiale dell'asteroide. Per includere questi effetti non gravitazionali nei calcoli orbitali, è essenziale conoscere in dettaglio le proprietà fisiche dell'asteroide. La tecnica più comune per determinare la dimensione di un asteroide è il radar, mentre le proprietà termiche della superficie possono essere derivate da osservazioni infrarosse. Per modellare l'effetto Yarkovsky, è fondamentale conoscere lo stato di rotazione e l'orientamento dell'asse di rotazione dell'asteroide. La fotometria relativa è la principale fonte per ottenere modelli di asteroidi, ma per calcolare l'effetto YORP è necessario un modello di forma ad alta risoluzione. In questo senso, i modelli ottenuti tramite misurazioni dirette da sonde spaziali sono ideali e limitati a pochi asteroidi che sono stati visitati da sonde. Le osservazioni radar possono essere utili per ottenere modelli di forma complessi, ma bisogna fare attenzione a non trarre conclusioni errate.


Modelli basati sulla fotometria

Per modellare le forze non gravitazionali che agiscono sugli asteroidi, è necessario determinare il loro stato di rotazione e la forma. A tal fine, la fotometria è la tecnica di osservazione più efficace. Le osservazioni fotometriche classiche degli asteroidi (chiamate "curve di luce dense") raccolte negli ultimi decenni rappresentano la principale fonte di conoscenza sui parametri fisici degli asteroidi. Tuttavia, raccogliere un numero sufficiente di dati fotometrici per ottenere un modello è un compito complesso che richiede una pianificazione accurata e spesso una collaborazione tra diversi osservatori. Quando i dati raccolti soddisfano i requisiti necessari, è possibile applicare una tecnica di inversione per ottenere un modello dell'asteroide. Tale modello include lo stato di rotazione dell'asteroide e una stima della sua forma. A seconda dei dati disponibili, possono essere utilizzate diverse rappresentazioni della forma (ad esempio, ellissoidi, figure convesse o non convesse). 


Shape Models

Le variazioni della luminosità apparente di un asteroide dipendono principalmente dalla sua distanza dal Sole e dall’osservatore, nonché dall’angolo tra questi due punti di vista (detto angolo di fase). Tuttavia, un asteroide di forma non sferica mostra anche variazioni cicliche più brevi dovute alla sua rotazione. Le caratteristiche della curva di luce, come ampiezza e periodo, dipendono dallo stato di rotazione e dalla forma dell’asteroide. Ad esempio, un corpo allungato visto di lato produrrà una curva di luce con ampiezza elevata, mentre un oggetto quasi sferico presenterà un’ampiezza bassa. Se osservato dal polo, invece, la curva sarà quasi piatta. Per riprodurre queste variazioni, si utilizza un metodo che modella la forma reale dell’asteroide, approssimabile con un ellissoide a tre assi. Questo modello semplificato consente di spiegare variazioni di luminosità associate a rotazione e geometria di osservazione. Tuttavia, asteroidi con forme più complesse generano curve di luce più articolate, e per rappresentarli meglio si usano modelli di forma convessa, come il metodo SAGE.


Negli ultimi anni, sono stati sviluppati algoritmi per integrare dati provenienti da diverse fonti (curve di luce, occultazioni stellari, immagini radar), come KOALA e ADAM, che migliorano la precisione dei modelli. Tuttavia, la qualità dei modelli dipende dalla disponibilità di dati fotometrici densi e di qualità. Missioni come Gaia forniranno enormi quantità di dati fotometrici per circa 300.000 asteroidi, permettendo di costruire modelli per almeno 10.000 oggetti. Gaia, con limitate osservazioni per asteroide, adotterà un modello di ellissoide triassiale per minimizzare il carico computazionale, un metodo semplice ma efficace anche con dati di forme non convesse. Questi modelli forniranno informazioni preziose per lo studio della formazione del Sistema Solare, pur essendo soggetti a limitazioni che richiedono ulteriori studi da Terra per completare le informazioni mancanti.


Modelli binari di asteroidi

Un caso particolarmente interessante per gli astronomi sono gli asteroidi con satelliti al seguito, poiché consentono di calcolare direttamente la massa dei componenti grazie alla terza legge di Keplero. Questi sistemi binari sono quindi cruciali per lo studio della struttura interna e della composizione degli asteroidi.

I sistemi binari sincroni sono stati studiati e modellati ampiamente. Recentemente, è stato sviluppato un algoritmo in grado di creare modelli di asteroidi binari utilizzando una rappresentazione non convessa delle forme dei componenti, migliorando l’accuratezza del volume e della densità. Attualmente si conoscono più di 100 asteroidi binari nella fascia principale e circa trecento in totale, includendo anche gli asteroidi prossimi alla Terra (NEO) e i trans nettuniani (TNO).


Si prevede che il numero di asteroidi con satelliti aumenterà notevolmente grazie ai dati di missioni come Gaia, richiedendo lo sviluppo di strategie automatiche per individuare candidati binari in grandi dataset. Si ipotizza che la popolazione di NEO possa contenere molti sistemi binari o multipli, probabilmente a causa della frammentazione di asteroidi. Le tecniche di inversione, capaci di derivare modelli di asteroidi binari, possono quindi contribuire a una comprensione più profonda dei loro processi di formazione e degli effetti non gravitazionali che influenzano questi sistemi.


Conclusione

In conclusione, questo articolo divulgativo ha esplorato la complessità delle osservazioni astrometriche e fotometriche degli asteroidi, evidenziando l'importanza di modelli accurati per comprendere la loro forma, rotazione, struttura interna e composizione. Grazie a metodologie avanzate, come i modelli di inversione e gli algoritmi di ricostruzione non convessa, oggi possiamo ottenere rappresentazioni dettagliate che riflettono fedelmente le caratteristiche fisiche degli asteroidi, inclusi i sistemi binari e multipli.

Con l'avvento di missioni di osservazione su larga scala, come Gaia, e di nuovi approcci di automazione nell’analisi dei dati, si aprono prospettive straordinarie per aumentare significativamente la quantità e la qualità delle informazioni disponibili su decine di migliaia di oggetti nel Sistema Solare. Questi progressi tecnologici e metodologici non solo migliorano la nostra capacità di modellazione, ma contribuiscono anche alla comprensione più approfondita delle dinamiche e dei processi evolutivi, come quelli causati da effetti non gravitazionali.



Condividi

Autore: Elisa Goffo 2 luglio 2026
Gli astronomi hanno recentemente individuato una stella che potrebbe aver divorato uno dei propri pianeti . Lo studio riguarda TOI-5882, una stella simile al Sole situata a oltre 1.300 anni luce dalla Terra.
Autore: Giovanni Garofalo 30 giugno 2026
Per decenni, la fantascienza ha immaginato l'umanità impegnata a colonizzare gli asteroidi, trasformandoli in avamposti industriali e nuove frontiere della civiltà. Oggi, grazie ai progressi dell'ingegneria spaziale e della robotica, questa visione non appare più soltanto un esercizio di immaginazione. Tuttavia, il percorso che potrebbe portare l'uomo a vivere tra gli asteroidi sarà probabilmente molto diverso da quello spesso rappresentato nei romanzi e nei film.
Autore: Liliana Balotti 25 giugno 2026
L’Italia assume un ruolo di primo piano nella governance internazionale dello spazio. Dall’11 giugno 2026 il nostro Paese ha infatti assunto la presidenza del Comitato delle Nazioni Unite per gli Usi Pacifici dello Spazio Extra-atmosferico (COPUOS) per il biennio 2026-2027, uno degli organismi più importanti a livello mondiale per la definizione delle politiche e delle regole che disciplinano le attività spaziali. Alla guida del Comitato è stato eletto Teodoro Valente , presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in un passaggio che rappresenta un importante riconoscimento del ruolo crescente dell’Italia nel settore spaziale internazionale. Il COPUOS, il cui Segretariato è l’ Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Spaziali (UNOOSA) , ha sede a Vienna ed è stato istituito nel 1959 per promuovere la cooperazione internazionale nell’esplorazione e nell’uso dello spazio a fini pacifici.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 23 giugno 2026
L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha annunciato la data di lancio della missione Soyuz MS-29, il prossimo volo con equipaggio diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La partenza è prevista per il 14 luglio dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan e sarà effettuata mediante un razzo vettore Soyuz . La missione avrà una durata di circa otto mesi e consentirà il trasporto di un nuovo equipaggio sulla ISS, dove gli astronauti ed i cosmonauti prenderanno parte alle attività scientifiche, tecnologiche e operative previste durante le spedizioni a bordo del laboratorio orbitante.
Autore: Simone Semeraro 16 giugno 2026
Il 10 giugno 2026, l’amministratore delegato di Blue Origin Dave Limp chiude un post sul social media X con “ Gradatim Ferociter ”, traduzione latina del motto della compagnia “ step by step, ferociously ” (un passo alla volta, ferocemente in italiano). Il comunicato descrive dettagli riguardanti lo stato del complesso di lancio a seguito dell’esplosione del razzo New Glenn del precedente 28 maggio.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 9 giugno 2026
La società spaziale statunitense Vast ha annunciato due importanti accordi con Francia e Regno Unito che potrebbero aprire una nuova fase della partecipazione europea alle missioni spaziali commerciali. Le intese prevedono il coinvolgimento di astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) in future missioni dirette sia verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sia verso Haven-1 , la prima stazione spaziale commerciale sviluppata da Vast. Le iniziative rappresentano un ulteriore passo avanti nella transizione verso un'economia spaziale privata, in cui aziende commerciali affiancheranno progressivamente le agenzie governative nelle attività in orbita terrestre bassa.
Autore: Tiziana Cardone 5 giugno 2026
Ogni secondo il Sole emette un flusso continuo di particelle cariche, noto come vento solare . Normalmente non ce ne accorgiamo, perché il nostro pianeta è protetto da uno scudo invisibile: la magnetosfera , una gigantesca bolla magnetica che devia gran parte delle particelle provenienti dalla nostra stella. Ma cosa succede quando il Sole diventa particolarmente attivo? Come reagisce la magnetosfera durante una tempesta solare? E in che modo questi fenomeni possono influenzare i satelliti, le telecomunicazioni, i sistemi di navigazione o persino le reti elettriche sulla Terra? Per rispondere a queste domande nasce SMILE (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer) , una missione congiunta tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Accademia Cinese delle Scienze. L’obiettivo è comprendere meglio l’interazione tra il vento solare e l’ambiente magnetico terrestre, migliorando la nostra conoscenza della cosiddetta meteorologia spaziale (space weather) .
Autore: Lorenzo Esposito 3 giugno 2026
Immagina di salire su un ascensore… e non fermarti mai. Niente piani, niente grattacieli. Solo cielo, poi spazio, poi stelle. Niente rombo di razzi, niente accelerazioni schiaccianti. Solo una salita lenta e continua verso l’orbita terrestre. Fantascienza? Forse. Ma anche una delle idee più affascinanti e studiate dell’ingegneria spaziale moderna: l’ascensore spaziale. Potrebbe sembrare una trovata da film, ma dietro c’è una base scientifica sorprendentemente solida. La vera domanda non è “se sia possibile in teoria”, ma “se riusciremo mai a costruirlo davvero”.
Autore: Daniela Giannoccaro 28 maggio 2026
L’intelligenza artificiale è già entrata nella vita dei nostri figli. Molti adulti però se ne stanno accorgendo solo ora, altri non sanno ancora davvero cosa sia. Oggi utilizziamo l’AI per scrivere, studiare, cercare informazioni, creare immagini o organizzare il lavoro. I ragazzi la incontrano quotidianamente, spesso con naturalezza e curiosità. Il rischio però è che, a volte, inizino a farsi sostituire da essa invece di usarla come strumento. Ed è qui che entra in gioco il ruolo educativo.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 26 maggio 2026
L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato la finestra di lancio per la missione che vedrà protagonisti i satelliti Sentinel-3C e FLEX (Fluorescence Explorer). Il lancio avverrà il primo settembre dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese, a bordo del vettore europeo Vega-C operato da Arianespace. Per la prima volta un satellite del programma Copernicus (Sentinel-3C) e una missione della famiglia Earth Explorer (FLEX) voleranno in configurazione a tandem per misurare il "bagliore" emesso dalle piante durante la fotosintesi per monitorare in tempo reale lo stato di salute della vegetazione.
Show More