Edu-STEM: educare al mondo digitale

Daniela Giannoccaro • 11 gennaio 2024

Attenti alla tecnologia!

Edu-STEM Digitale

Quando parliamo di tecnologia oggi, è inevitabile interrogarsi continuamente e riflettere su quali possano essere le migliori ed efficaci strategie educative.

La tecnologia è uno strumento di apprendimento, quanto allo stesso tempo un agglomerato di svariate opportunità creative e ricreative volte ad aggiungere conoscenza nella vita quotidiana scolastica, professionale e personale.

Rimane da comprendere il come utilizzare al meglio questo esponenziale strumento e quanto discernere lo stesso in un utilizzo improprio o piuttosto in forma di dipendenza digitale.


La tecnologia è utile e necessaria, quanto pericolosa e dannosa se mal gestita.

Tante le scuole di pensiero e gli studi in merito ad un sano e saggio utilizzo.

Valgono anche in questo caso le parole di Maria Montessori: ’per educare dobbiamo essere educati’.


Cosa vuol dire essere educati?

Innanzitutto tirare fuori il meglio da chiunque e allo stesso tempo dare per primi un buon esempio.

La tecnologia aggiunge, ma non deve togliere quelle poche, ma buone regole individuali e sociali al fine di poterne godere a pieno senza danneggiare sé e gli altri.


Come possiamo educare al mondo digitale?

Possiamo educare al mondo digitale informando e formando i nostri bambini, adolescenti e giovani adulti, quanto i loro genitori, gli insegnanti e tutte le figure di riferimento a loro vicine, dei pregi e difetti per uso CONSAPEVOLE della tecnologia.


Qui di seguito qualche piccolo consiglio per iniziare.

Se dobbiamo educare dei minori, innanzitutto vale per tutti:

·        Un bambino o una bambina NON deve avere accesso autonomo e indipendente ad uno smartphone o tablet prima dei 10 anni;

·        Verifichiamo costantemente quali contenuti digitali guardano i nostri bambini/ragazzi;

·        Utilizziamo apposite app.  per bloccare accessi a siti web non adeguati all’anagrafica del proprio minore;

·        Diamo loro sempre un TEMPO e decidiamo lo SPAZIO FISICO, in quanto è importante non utilizzare mai spazi nei quali sono previsti momenti di condivisione e dialogo con i propri cari;

·        Forniamo loro i migliori intrattenimenti educativi al fine di aggiungere conoscenza e curiosità;

·        Attenti all’utilizzo passivo da parte dei genitori o di figure di riferimento, gli stessi dovranno assumere un comportamento corretto in presenza del minore, al fine di confermare le regole precedenti come valide per tutti, soprattutto in momenti di condivisione di routine familiari.


Ricordiamoci che questi piccoli consigli, valgono da appena ci si rende conto che il proprio bambino o bambina inizia ad essere attratto da dispositivi digitali. L’errore comune è metterle in atto troppo tardi, quando le cattive abitudini si sono consolidate.

Un utilizzo consapevole, può renderci INDIPENDENTI DALLA TECNOLOGIA, un utilizzo consapevole può restituirci TEMPO e speranza di poter migliorare la nostra vita impegnandoci tutti a prestare ATTENZIONE ad un mondo in continua ascesa.

È proprio per la velocità con cui la tecnologia progredisce, che dobbiamo rimanere ben saldi nel ritenere che se la macchina artificiale si rompe, poi si aggiusta, ma lo stesso non vale per l’essere umano.


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Autore: Elisa Goffo 12 agosto 2026
Quando il telescopio spaziale James Webb ha iniziato le sue osservazioni nel 2022, gli astronomi si aspettavano di individuare galassie giovani e poco luminose a distanze molto grandi, in modo da poter guardare indietro nel tempo, ovvero fino a circa 13 miliardi di anni fa, quando l’universo aveva solo poche centinaia di milioni di anni. Tra le sorgenti lontane, tuttavia, emerse una popolazione inaspettata di oggetti estremamente compatti : piccoli punti rossastri molto più luminosi del previsto, che nel 2023 furono denominati “ Little Red Dots ”. Le loro dimensioni, di appena poche centinaia di anni luce, sono minuscole se paragonate, ad esempio, a quelle della Via Lattea, che ha un diametro di circa 100.000 anni luce.
Autore: Daniela Giannoccaro 6 agosto 2026
Durante le vacanze estive il tempo dei bambini si dilata. La scuola è terminata, le attività abituali diminuiscono e, tra il caldo e gli impegni degli adulti, tablet, smartphone e videogiochi possono diventare la soluzione più immediata per riempire le giornate. La tecnologia , però, non è necessariamente una nemica: può diventare una risorsa educativa attraverso giochi di logica, applicazioni creative, coding, audiolibri e visite virtuali. La scelta deve essere accurata, adeguata all’età e orientata a stimolare curiosità, linguaggio e capacità di risolvere problemi, evitando contenuti passivi, pubblicità invasive e una navigazione libera in internet. La presenza dell’adulto resta fondamentale. Non basta consegnare un dispositivo: occorre osservare come il bambino o la bambina lo utilizza , verificare che sappia rispettare i confini e intervenire quando necessario. Alcune attività possono essere condivise, così che la tecnologia diventi anche occasione di dialogo e scoperta, e non un modo per lasciare il bambino “parcheggiato” davanti allo schermo per ore. Anche il tempo digitale ha bisogno di limiti chiari. Stabilire prima la durata, utilizzare un timer e concordare semplici regole aiuta a rendere il confine comprensibile e coerente, evitando che lo spegnimento arrivi come una punizione improvvisa. Accanto al digitale deve restare spazio per il corpo , i sensi e l’esperienza reale. Un bosco, il mare, la montagna o un parco possono diventare laboratori STEM a cielo aperto: osservare insetti e conchiglie, riconoscere forme e colori, misurare ombre, raccogliere foglie, costruire con sabbia e pietre, fotografare ciò che incuriosisce e cercarne poi insieme il significato. L’obiettivo non è riempire ogni minuto, ma creare equilibrio: un tempo per la tecnologia , uno per il movimento , uno per le relazioni e anche uno per la noia , dalla quale spesso nascono immaginazione e creatività. L’estate può così diventare un’occasione educativa preziosa: meno consumo passivo, più esplorazione; meno solitudine digitale, più presenza adulta.
Autore: Simone Semeraro 30 luglio 2026
Un approccio simile non era mai stato tentato! Il 5 luglio 2026, la sonda Hayabusa 2 ha sorvolato l’asteroide Torifune a solo un chilometro dalla superficie. L’operazione ha prodotto delle immagini mozzafiato di un asteroide dalla forma particolare: due agglomerati connessi. Alcuni esperti si ritenevano scettici proprio a causa della geometria del corpo celeste, il quale genera un campo gravitazionale molto diverso e più difficile da modellare rispetto ai corpi quasi sferici. Infatti, le complicazioni principali delle missioni riguardanti gli asteroidi riguardano le fasi di avvicinamento ad oggetti dalle forme molto irregolari, richiedendo tecniche di navigazione avanzata . Il gruppo dell’ agenzia spaziale giapponese JAXA , nonostante ciò, è riuscito nell’impresa, passando vicino a Torifune a diversi chilometri al secondo, velocità per la quale il satellite non era stato originariamente progettato.
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C’è una scena in Wall ‑ E che molti ricordano: la Terra non è solo colma di rifiuti sulla sua superficie, ma si vede anche avvolta da una “cintura” di rifiuti spaziali, e quando la navicella di EVE lascia il pianeta deve attraversare una nube di detriti orbitanti. È un’immagine potente, quasi distopica, eppure, per quanto esagerata, non è così lontana dalla realtà. Attorno alla Terra orbitano milioni di oggetti. Alcuni sono minuscoli come granelli di polvere, altri grandi come un autobus. Tutti hanno una cosa in comune: si muovono a velocità tali da trasformarli in proiettili invisibili . Ed è proprio questo a rendere lo spazio vicino alla Terra, tra le altre cose, molto più pericoloso di quanto sembri.
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Il 21 luglio SpaceX lancerà la missione MRV-1 di Northrop Grumman a bordo di un razzo Falcon 9 dal Space Launch Complex 40 (SLC-40) della Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. Northrop Grumman, attraverso la sua divisione SpaceLogistics , ha sviluppato il “Mission Robotic Vehicle (MRV)” , un veicolo robotico progettato per prolungare la vita operativa dei satelliti geostazionari senza la necessità di sostituirli. Per la prima volta, un veicolo robotico sarà in grado di raggiungere satelliti già operativi, installare su di essi moduli per estendere la missione e ripartire verso un nuovo obiettivo, inaugurando un modello completamente nuovo di manutenzione in orbita.
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Vi è mai capitato di seguire un volo su un sito di tracciamento e di notare che gli aerei, invece di andare dritti verso la destinazione, sembrano seguire percorsi spezzati, quasi disegnati con un righello? Non è un caso. In Italia, per decenni, gli aeromobili hanno viaggiato lungo vere e proprie autostrade del cielo, corridoi invisibili chiamati aerovie ( airways ). Oggi, però, questo modello sta cambiando: dal 21 marzo 2024 ENAV , il gestore del traffico aereo italiano , ha esteso a tutto lo spazio aereo sopra i 6.500 metri il Free Route Airspace Italy (FRA-IT), che permette di attraversare i cieli italiani con rotte dirette, senza più seguire la rete di aerovie.
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Gli astronomi hanno recentemente individuato una stella che potrebbe aver divorato uno dei propri pianeti . Lo studio riguarda TOI-5882, una stella simile al Sole situata a oltre 1.300 anni luce dalla Terra.
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Per decenni, la fantascienza ha immaginato l'umanità impegnata a colonizzare gli asteroidi, trasformandoli in avamposti industriali e nuove frontiere della civiltà. Oggi, grazie ai progressi dell'ingegneria spaziale e della robotica, questa visione non appare più soltanto un esercizio di immaginazione. Tuttavia, il percorso che potrebbe portare l'uomo a vivere tra gli asteroidi sarà probabilmente molto diverso da quello spesso rappresentato nei romanzi e nei film.
Autore: Liliana Balotti 25 giugno 2026
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