Il Giappone alla Conquista della Luna!

AstroBenny (Benedetta Facini) • 11 settembre 2023

Il 7 settembre la JAXA ha lanciato, con il veicolo H-IIA numero 47, la missione X-Ray Imaging and Spectroscopy Mission (XRISM) in collaborazione con NASA ed ESA.

A bordo c’era un secondo carico: il lander Smart Lander for Investigating Moon (SLIM).

SLIM è un lander di piccola scala progettato per atterraggi mirati sulla superficie lunare.


Obiettivi della missione

·      Dimostrazione delle tecniche di atterraggio lunare di precisione.

·      Realizzazione di una sonda lunare e planetaria leggera per consentire atterraggi lunari e planetari più frequenti

La futura esplorazione del Sistema Solare richiederà un grande livello di precisione di navigazione ed atterraggio che JAXA sta testando attraverso la missione SLIM. Posizionare il veicolo spaziale con precisione facilita lo studio di piccole aree di interesse.


Verrà inoltre testata la tecnologia fondamentale per l’esplorazione in ambienti a bassa gravità, un requisito importante per le future indagini scientifiche sul sistema solare.


Timeline della missione

Arrivo nell'orbita lunare: 3-4 mesi dopo il lancio

Permanenza in orbita lunare: 1 mese

Discesa in atterraggio: da 4 a 6 mesi dopo il lancio


Se l’allunaggio avverrà con successo, il Giappone diventerà la quinta nazione a raggiungere la superficie lunare in modo controllato.

La missione prevede anche il dispiegamento di due rover: il Lunar Exploration Vehicle (LEV) che scatterà foto della superficie lunare, e il Transformable Lunar Robot (soprannominato SORA-Q), un mini rover di soli otto centimetri di diametro prodotto da JAXA, TOMY Company, Sony Group Corporation e dall’università di Doshisha.

Sora in configurazione chiusa (riposo) ed aperta (attiva). Crediti: JAXA / TOMY Company / Sony Group Corporation / Doshisha University

Come luogo di allunaggio è stato scelto un sito che permetterà osservazioni attraverso telecamere spettroscopiche e che permetterà un’ottimale dimostrazione delle nuove tecnologie di atterraggio. Il sito si trova vicino il cratere SHIOLI nei pressi del "Mare del Nettare"


Lunar Polar Exploration Mission (LUPEX) or Chandrayaan-4

JAXA ed ISRO nel 2017 hanno firmato un accordo per una missione congiunta al Polo Sud della Luna.

Entro il 2026, un lander indiano contenente un rover giapponese dovrebbe essere lanciato dall’agenzia spaziale giapponese (JAXA) utilizzando il lanciatore Mitsubishi H3 attualmente in fase di sviluppo.


Il rover sarà dotato sia di celle solari che di batterie ad altissima capacità e, a differenza della missione indiana Chandrayaan-3, sarà in grado di superare le notti lunari per un totale di circa sei mesi.  Il rover giapponese sarà inoltre dotato di una trivella per esaminare il terreno ad una profondità di 1,5 metri.


La missione studierà se la regione polare lunare contiene acqua utilizzabile e fornirà dati importanti per calcolare quanta acqua, ossigeno e altri materiali di supporto devono essere trasportati dalla Terra e quanto può essere reperito localmente per future missioni umane.

Anche l’Europa parteciperà alla missione a bordo del lander: lo spettrometro inizialmente previsto per la missione russa Luna-27, sarà montato insieme alle apparecchiature di bordo del lander.


Credits Image: JAXA

Condividi

Autore: Liliana Balotti 26 febbraio 2026
La missione Artemis II della NASA, che sarebbe dovuta decollare all’inizio di marzo 2026 per riportare astronauti a volare intorno alla Luna per la prima volta da oltre cinquant’anni, non partirà entro quella data e vede ora la sua prima possibile finestra di lancio slittata al mese di Aprile .
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 24 febbraio 2026
Blue Origin effettuerà il terzo lancio del razzo New Glenn entro fine febbraio. La missione New Glenn-3 (NG-3) vedrà il primo riutilizzo di un booster del New Glenn, chiamato “ Never Tell Me The Odds ”, e il dispiegamento del primo satellite BlueBird Block 2 di nuova generazione di AST SpaceMobile.
Autore: Lorenzo Esposito 20 febbraio 2026
Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .
Autore: Daniela Giannoccaro 18 febbraio 2026
“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.
Autore: Elisa Goffo 12 febbraio 2026
La corona solar e è la parte più esterna dell'atmosfera del Sole ed è anche una delle regioni più affascinanti e misteriose della nostra stella. Infatti la corona presenta condizioni fisiche estreme che ancora oggi non sono completamente comprese.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 10 febbraio 2026
Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.
Autore: Lucia Pigliaru 3 febbraio 2026
La missione εpsilon rappresenta un importante traguardo per l’Europa nello spazio. Non è semplicemente un volo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma il simbolo di come ogni contributo, possa avere un grande impatto in un progetto globale come l’esplorazione spaziale.
Autore: Lucia Pigliaru 30 gennaio 2026
La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 27 gennaio 2026
La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.
Autore: Gabriele Dessena 22 gennaio 2026
Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.
Show More