DSOC: Luce dallo spazio profondo

Simone Semeraro • 30 novembre 2023

Deep Space Optical Communications (DSOC)

Tra i primi successi della missione Psyche si annovera il primo test di comunicazione dallo spazio profondo mediante onde luminose, "Deep Space Optical Communications" (DSOC). Il 14 Novembre 2023 infatti, l’osservatorio di Palomar della Caltech ha ricevuto il segnale inviato dal telescopio ricetrasmettitore del satellite da una distanza di circa 16 milioni di chilometri. Paragonando questo valore al primo esperimento di utilizzo di luce per la comunicazione spaziale, tenutosi tra il 2013 ed il 2014 sulla Luna, il “Lunar Laser Communications Demonstration”, si può apprezzare una distanza di circa 40 volte superiore.

Onde radio o onde luminose?

La possibilità di montare un sistema di tale portata su un satellite e garantirne il funzionamento è il frutto di una decade di ricerca in questo ambito, motivata dal rapido incremento del volume di dati costantemente in movimento durante le missioni spaziali.


Al momento, le onde radio sono maggiormente favorite per la loro affidabilità ed estensiva esperienza nell’ambito delle telecomunicazioni; tuttavia, le limitazioni fisiche di un sistema radio diventano particolarmente evidenti nell’ambito delle missioni spaziali, dove spazio e tempo diventano fattori cruciali e condizionanti.


Le stime circa l'impiego delle onde luminose riportano un incremento di più di 5 volte del volume di dati ed una velocità di trasmissione di almeno 10 volte superiori rispetto alle tecniche tradizionali, permettendo, ad esempio, una migliore risoluzione nativa nella trasmissione di immagini.


Requisiti e difficoltà del test

Come brevemente menzionato in precedenza, il test prevede il coinvolgimento di un ricetrasmettitore laser montato a bordo di Psyche, consistente in un telescopio dall’apertura di 22 cm, e di due complessi sulla Terra, uno a Palomar per il downlink (ricezione) e l’altro a 130 km dal primo, sul Table Mountain, per l’uplink (invio).


La difficoltà principale di un sistema luminoso risiede nella richiesta di elevatissima precisione dei sistemi di puntamento, per evitare sostanziali perdite di dati, necessitando persino un migliore isolamento del sistema di bordo dalle vibrazioni strutturali del satellite. Altre complicazioni includono un aumento della capacità di calcolo degli hardware, differente interazione dei fotoni nell’ambiente spaziale e, in questo caso, evitare l’interferenza con la missione primaria di Psyche.


Le informazioni della missione scientifica di esplorazione non vengono inviate dal sistema ottico; quindi, per evitare l’interruzione delle normali operazioni, il gruppo a capo delle operazioni del DSOC e quello di supporto missione hanno lavorato a stretto contatto e garantito il successo del test.

Nei prossimi mesi si verificheranno altri test volti a certificare le capacità di puntamento dei sistemi ottici, oltre che ripetere le comunicazioni laser a distanze ulteriormente superiori durante i successivi due anni della missione Psyche, terminando nell’Ottobre 2025.

Condividi

Autore: Lorenzo Esposito 20 febbraio 2026
Quando si parla di missioni spaziali, l’immaginario comune è fatto di lanci perfetti, manovre calcolate al millimetro e sonde che, dopo viaggi lunghissimi, raggiungono il loro obiettivo. In realtà, l’esplorazione spaziale è un’attività estremamente complessa, in cui l’errore è una possibilità concreta , anche quando tutto sembra essere stato pianificato nei minimi dettagli. Lo spazio non è un laboratorio controllato: è un ambiente ostile, distante e quasi impossibile da correggere una volta commesso un errore. Proprio per questo, alcuni dei più importanti progressi dell’ingegneria spaziale sono nati da missioni fallite , analizzate con rigore e trasparenza. Fallire nello spazio: una possibilità reale Ogni missione spaziale combina hardware, software, modelli matematici e decisioni umane. Anche un singolo errore può compromettere anni di lavoro e investimenti enormi. A differenza di altri settori tecnologici, nello spazio la possibilità di intervenire direttamente è remota . Sebbene esistano casi nella storia di manutenzione in orbita, ad oggi, queste richiedono spesso una missione specifica, altissimi costi e soluzioni ingegneristiche molto complesse. Anche sul lato software, sebbene aggiornamenti e modifiche siano possibili, spesso questi comportano giorni di inoperatività del satellite. Per questo motivo, gli errori non vengono considerati solo come insuccessi, ma come occasioni di apprendimento fondamentali: le così dette lessons learned .
Autore: Daniela Giannoccaro 18 febbraio 2026
“Non sono portato per la matematica.” Quante volte questa frase viene pronunciata da studenti — e, prima ancora, dagli adulti? L’idea che la matematica sia una disciplina per pochi, riservata ai talenti naturali, è profondamente radicata nella nostra cultura. E spesso il primo luogo in cui questa convinzione si consolida è la famiglia. Frasi come “Anch’io ero negato” o “Noi non siamo portati per i numeri” sembrano innocue, ma trasmettono un messaggio potente: la competenza matematica sarebbe un dono innato, non una capacità da costruire.
Autore: Elisa Goffo 12 febbraio 2026
La corona solar e è la parte più esterna dell'atmosfera del Sole ed è anche una delle regioni più affascinanti e misteriose della nostra stella. Infatti la corona presenta condizioni fisiche estreme che ancora oggi non sono completamente comprese.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 10 febbraio 2026
Il 12 febbraio 2026 Arianespace lancerà in orbita un gruppo di satelliti della costellazione Amazon LEO utilizzando il nuovo lanciatore Europeo Ariane 6. La missione, identificata come Amazon LE-01 (Leo Europe 01) / VA267 , porterà in orbita bassa terrestre 32 satelliti destinati alla rete globale di comunicazioni di Amazon. Il decollo avverrà dallo Spazioporto Europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Verrà utilizzata la versione Ariane 64 del lanciatore, progettata per missioni ad alta capacità come questa grazie ai quattro booster laterali.
Autore: Lucia Pigliaru 3 febbraio 2026
La missione εpsilon rappresenta un importante traguardo per l’Europa nello spazio. Non è semplicemente un volo verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma il simbolo di come ogni contributo, possa avere un grande impatto in un progetto globale come l’esplorazione spaziale.
Autore: Lucia Pigliaru 30 gennaio 2026
La scienza europea fa un passo avanti significativo nel campo dell’astronomia gravitazionale. Sardegna e Sassonia hanno recentemente firmato una dichiarazione di intenti per rafforzare la cooperazione scientifica sul progetto Einstein Telescope (ET), il futuro osservatorio avanzato per lo studio delle onde gravitazionali. La cerimonia si è svolta il 12 gennaio 2026 a Roma alla sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, alla presenza di istituzioni italiane e tedesche e dei vertici degli enti di ricerca coinvolti.
Autore: AstroBenny (Benedetta Facini) 27 gennaio 2026
La missione Artemis II rappresenta il ritorno dell’umanità verso la Luna e sarà la prima missione con equipaggio del programma Artemis della NASA. Dopo il successo di Artemis I, missione senza equipaggio che ha testato il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, Artemis II porterà per la prima volta degli astronauti a viaggiare oltre l’orbita terrestre dai tempi delle missioni Apollo.
Autore: Gabriele Dessena 22 gennaio 2026
Quando si pensa al trasporto aereo merci, vengono subito in mente pallet, container e colli di normali dimensioni. Ma l’industria aeronautica ha un problema molto diverso: spostare oggetti enormi, come ali, sezioni di fusoliera o piani di coda. Smontarli e rimontarli richiederebbe tempo, e sarebbe impossibile per alcuni componenti, e ci si esporrebbe a rischi di danneggiamento. Ecco perché esiste una famiglia molto particolare di velivoli: i super-trasportatori per carichi fuori sagoma, riconoscibili da forme quasi da cartone animato.
Autore: Giovanni Garofalo 20 gennaio 2026
La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è un progetto di difesa planetaria che andrà ad esplorare in dettaglio un sistema di asteroidi binari, composto da un asteroide principale (65803 Didymos) e da un suo piccolo satellite naturale (Deimos). La particolarità di Hera è che non è un solo veicolo spaziale: al suo interno ospita due CubeSat, piccoli satelliti che saranno rilasciati e faranno esperimenti ravvicinati sulla superficie degli asteroidi (previsto per fine 2026). Studierà gli effetti dell'impatto della sonda statunitense DART contro il satellite Dimorphos avvenuto il 26 settembre 2022: misurerà la variazione dell'orbita causata dall'impatto e le dimensioni del cratere e della nuvola di detriti che si sono creati.
Autore: Simone Semeraro 15 gennaio 2026
L’Agenzia Spaziale Italiana ha lanciato terzo satellite di COSMO-SkyMed (“constellation of small satellites for mediterranean basin observation”, tradotto “costellazione di piccoli satelliti per l’osservazione del bacino mediterraneo”), il primo satellite dell’anno. Si tratta della seconda generazione dell’omonima costellazione (abbreviata CSK), costituita da quattro satelliti lanciati nel 2007, 2008 e 2010, la prima dedicata al telerilevamento a scopo duale , sia militare che civile.
Show More